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venerdì 9 ottobre 2026

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Legge elettorale

Legge elettorale: il centrodestra tiene, il campo largo no

La Camera ha dato il via libera definitivo con 227 sì e 164 no. Il premio scatta al 42 per cento, tornano le preferenze e ogni coalizione dovrà indicare il proprio candidato premier. Per la maggioranza conta ora il perimetro della coalizione, mentre il centrosinistra si divide proprio su chi guiderà la sua.

I risultati del voto finale

Alle 12.30 dell’8 ottobre la Camera ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale, con 227 voti favorevoli e 164 contrari, al termine di uno scrutinio segreto: lo stesso tipo di voto che a luglio aveva fatto inciampare la maggioranza, quando un emendamento voluto da Giorgia Meloni era stato respinto per un solo voto con il contributo di decine di franchi tiratori. Questa volta le defezioni sono state stimate in otto, e la presidente del Consiglio ha commentato: «siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini». In aula le opposizioni hanno esposto cartelli con la scritta «Legge truffa», e dopo il voto hanno annunciato battaglia nei tribunali.

La legge, ribattezzata dai proponenti Stabilicum e nel linguaggio giornalistico Melonellum, sostituisce il Rosatellum con un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza. Alla lista o alla coalizione che raggiunge il 42 per cento dei voti validi vengono assegnati seggi aggiuntivi, 70 alla Camera e 35 al Senato, e il premio vale in entrambe le Camere. Per evitare la sovrarappresentazione, che in passato è costata la bocciatura di altre leggi, il testo fissa un tetto massimo di seggi per la coalizione vincente.

Le liste restano corte, da due a sei nomi, e cambia il modo di scegliere gli eletti: i capilista sono bloccati, mentre gli elettori potranno esprimere preferenze sugli altri candidati, fino a un massimo di tre secondo la formulazione concordata dalla maggioranza ad agosto. Ogni coalizione dovrà inoltre indicare il candidato premier, e per le liste che non hanno un gruppo in Parlamento salgono le firme necessarie per presentarsi, 6.000 per collegio secondo le sintesi di agenzia, mentre resta una soglia di sbarramento al 3 per cento.

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